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A un anno di distanza dall’inizio del lockdown nazionale, il presente paper si propone di valutare l’effetto del COVID-19 sulla retorica anarco-insurrezionalista avvalendosi del bilancio stilato dalla Relazione sulla Politica dell’Informazione per la Sicurezza 2020, sottolineando la magnitudo di eventi quali manifestazioni e le ripercussioni causate da interventi di contrasto.

Particolare attenzione viene dedicata alla riscoperta del report NATO Urban Operations in the Year 2020 (UO2020). Si coglie quindi l’occasione per chiarire scopo e contenuti di quest’ultimo, inquadrandone il contesto geopolitico all’epoca della redazione prima di approfondire l’impiego che ne è stato fatto dalla narrativa anarchica e cospirazionista nel contesto pandemico.

Infine, si evidenzia come il recente cambio di Governo e del Commissario straordinario per l’emergenza COVID-19 non abbiano apportato sostanziali modifiche alla scelta della narrazione e i temi vengano semplicemente dirottati a supporto dei temi neo-anarchici in chiave eversiva.

Per concludere si indicano possibili obiettivi e scenari futuri a cui prestare attenzione nei mesi a venire. Nondimeno, è importante ricordare come non sussista una regia centralizzata delle cellule anarco-insurrezionaliste, ma esistano direzioni e tendenze dettate da influenza reciproca e figure chiave.

Ciò comporta possibili incongruità e iniziative imprevedibili e non lineari, in contraddizione con i vari tentativi di ascriverle a un unico disegno. Onde ridurre l’incidenza di tali forze centrifughe, la presente analisi si avvale di informazioni OSINT reperibili tramite i principali canali di comunicazione riconducibili alle frange insurrezionali del movimento.

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