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Il quesito da cui parte il seguente elaborato è: dal un punto di vista della preparazione psicologica, che tipo di formazione si dovrebbe intraprendere in modo da poter sviluppare una forma mentis resiliente per coloro che operano pur non appartenendo alle Forze Armate, in contesti ad alto rischio?

E’ doveroso partire sfatando un mito sul quale spesso, al giorno d’oggi vengono create false attese, ossia quello di voler acquisire capacità relative alla resilienza attraverso la frequentazione di corsi, seminari, letture di libri e quant’altro.

Negli ultimi anni si è tanto parlato di resilienza, ci si è domandati di tutto su questo termine, a partire dalla definizione che meglio possa delinearla, passando per i campi applicativi, sino ad arrivare ad interrogarsi se possa essere “insegnata” e assimilata a livello accademico.

Attualmente viene ancora chiamata in causa frequentemente, in modo particolare in quei seminari e corsi che trattano specifiche discipline (lavorative, sportive…), nelle quali il rischio fallimento è elevato ed è richiesta particolare determinazione nel ripartire da zero se la situazione dovesse collassare.

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