Skip to content

La mattina del 22 aprile 2021, il presidente francese firmava e trasmetteva gli ordini di arresto per le 10 “Ombre Rosse”: ex brigatisti italiani residenti a Parigi. L’operazione, secondo quanto si è appreso da fonti italiane, sarebbe stata condotta dall’Antiterrorismo della polizia nazionale francese (Sdat) in collaborazione con il Servizio di cooperazione internazionale della Criminalpol, l’Antiterrorismo della Polizia italiana e con l’esperto per la sicurezza della polizia italiana nella capitale francese.

L’evento ha rinnovato l’attenzione pubblica sul fenomeno del brigatismo rosso ‘storico’ (1970-88) e le sue metamorfosi (1999-2006), che non hanno mancato di ricevere una discreta attenzione perfino nei rapporti più recenti del DIS.

“I ristretti circuiti dell’estremismo marxista-leninista – si leggeva nella relazione annuale del 2018 – hanno continuato ad evidenziarsi per l’impegno propagandistico divulgativo della stagione brigatista, inteso ad accreditarne l’attualità e a promuovere l’indottrinamento di ‘nuove leve”.
Ancora per il 2020, la Relazione del comparto intelligence ha registrato in tali circuiti un impegno “nella tradizionale opera di recupero della memoria brigatista, mediante pubblicazioni e documenti redatti da ex militanti”.

Il presente contributo si propone di esaminare, retrospettivamente, le dinamiche diplomatiche e securitarie dei rapporti italo-francesi sul fenomeno del brigatismo. In particolare, nella prima parte verrà condotto un esame della cosiddetta “dottrina Mitterrand”, all’origine della protezione francese dei militanti italiani espatriati; la seconda parte, invece, si concentrerà sulla propaganda d’area che ha accompagnato la notizia dell’arresto degli ex brigatisti; la terza, infine, prenderà in esame la “fine” della “dottrina Mitterrand”, sancita dai recenti accordi intercorsi tra Italia e Francia.

Torna su