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Dei vandali hanno tranciato in due punti i cavi della seggiovia dell’impianto che da Scopello sale fino all’Alpe Mera. Il danno materiale degli impianti dell’Alpe di Mera è stato stimato in circa 100mila euro” (www.quotidianopiemontese.it del 31/10/2016).

“La Procura di Trento ha aperto un’inchiesta sui sabotaggi alle seggiovie Ferrari e Paradiso nell’impianto sciistico di passo Rolle. L’ipotesi di reato è quello di attentato alla sicurezza dei trasporti.” (www.giornaletrentino.itdel 06/12/2018).

“Un apparente sabotaggio ha causato la caduta di trenta cabine di una funivia nel Canada occidentale, ha riferito la polizia. Riteniamo che il cavo sia stato tagliato e questo è un atto deliberatamente di sabotaggio, ha detto ai giornalisti l’ispettore Kara Triance della Royal Canadian Mounted Police (RCMP). La rottura del cavo ha causato la caduta di 30 cabine della funivia da Squamish Sea a Sky nella British Columbia (ovest).” (www.ilmetropolitano.it del 11/08/2019).

 

Le succitate notizie, apparse a suo tempo sugli organi di stampa senza purtroppo raggiungere un’adeguata rilevanza nazionale ed internazionale, suggeriscono di valutare assai concretamente le vulnerabilità dei cosiddetti impianti a fune dal punto di vista della Security, annoverandoli a pieno titolo fra le infrastrutture cosiddette critiche, con particolare riferimento alle funivie “va e vieni” che spesso insistono su centri abitati e su altre infrastrutture viarie quali, ad esempio, strade e ferrovie.

Molteplici, infatti, sono gli esempi relativi ad impianti a fune che insistono, soprattutto in riferimento all’ubicazione della stazione di valle, su centri abitati anche densamente popolati, in particolare nei periodi di cosiddetta alta stagione; inoltre, molti di essi, insistono altresì sulla viabilità di fondovalle, caratterizzata spesso da un’unica arteria stradale funzionale al collegamento di tutti i centri abitati presenti nel comprensorio.

Oltre all’aspetto del danno emergente, quale impatto economico diretto di un’eventuale azione dolosa, èimportante considerare quale risonanza a livello mediatico potrebbe avere un atto di matrice terroristica nei confronti di tale mezzo di trasporto, soprattutto se perpetrato in un periodo di alta stagione, in concomitanza di festività quali ad esempio il Santo Natale o la Pasqua, oppure in occasioni dove si concentra l’attenzione di tutto il mondo per la presenza di eventi sportivi di caratura internazionale o, addirittura, mondiale.

Alla luce dei sistemi di videosorveglianza esistenti, dei tempi necessari per eventuali manomissioni e dei materiali impiegati per la costruzione dei particolari di tali impianti, le funi (o trefoli) sono state individuate quali target prioritari di potenziali azioni di sabotaggio fisico da parte di eventuali organizzazioni criminali e terroristiche.

Dopo una panoramica storica in merito agli impianti a fune, seguita da una breve analisi di come essi siano caratterizzati dal punto di vista strutturale, il presente elaborato intende affrontare l’argomento dell’impiego non convenzionale di esplosivi ai fini di sabotaggio, approfondendo in particolare quali fenomeni generino, nella fattispecie, effetti di taglio e perforazione nei confronti di cavi, funi e strutture metalliche in genere, al pari di attività eseguite mediante tecnologie di taglio sia a caldo che a freddo, connotate però da tempi d’esecuzione senza dubbio più lunghi.

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