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Il 25 dicembre, alle 06:14 ora locale, a Nashville in Tennesse, un ordigno nascosto all’interno di un camper è esploso nel centro della città. Per l’esattezza il veicolo, di color bianco, ripreso alle ore 01.22 da una camera di sicurezza mentre giungeva sul luogo, era stato parcheggiato sulla Second Avenue, davanti all’edificio della AT&T (American Telephone and Telegraph Incorporated), una compagnia telefonica.

La deflagrazione ha danneggiato il centro rete ospitato nell’edificio, mandando in tilt le comunicazioni di mezzo Stato; cellulari, internet e 911 sono stati irraggiungibili per una decina di contee nel raggio di 300 km da Nashiville.

Il 28 dicembre, il 63 enne Anthony Quinn Warner è stato identificato come autore dell’atto. L’esplosione del camper a Nashville durante la mattina di Natale ha creato nei media americani una sorta di corto circuito nella definizione da dare all’azione volontaria, nonché all’autore.

L’utilizzo di particolari terminologie che identificano l’esecutore esclusivamente con la tipologia di azione svolta (“dinamitardo”), se non l’uso di vocaboli che etichettano l’autore come “lupo solitario” o “terrorista”, sono senz’altro efficaci nel creare forte impatto mediatico, tuttavia risultano fuorvianti e per nulla contestualizzati all’interno della dinamica e degli obiettivi che Warner si era posto.

Analizzando i fatti e le dinamiche che hanno portato a tale gesto, emerge come Warner abbia agito intenzionalmente e per uno scopo ben preciso.

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