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La Libia rimane, almeno per il momento, politicamente divisa fra due governi rivali e territorialmente in tre regioni distinte. Lo scorso anno pareva imminente l’inizio di un confronto militare tra le fazioni politiche in gioco e che avrebbe potuto portare ad una guerra civile vera e propria.
Da quel momento, per scongiurare ulteriori scontri e l’esacerbarsi di vecchi rancori e rivalità tra milizie e gruppi armati, i governi libici cercano di mantenere uno status quo con una politica del “lasciar fare” che però non è più perseguibile per la riluttanza della popolazione ad assecondarla.

Giovedì  25 maggio 2023, rompendo il periodo di relativa pace generale, il Governo di Unità Nazionale (GNA) di Tripoli, presieduto da Abdelhamid Dbeibah, ha dato ordine di effettuare una serie di raid mediate l’utilizzo di droni su diversi obiettivi nei pressi della città di Zawiya, cittadina costiera 45 km a ovest di Tripoli.

Zawiya è nota per essere un pivot per il traffico di migranti e stupefacenti ma anche di carburante e petrolio, questi traffici illeciti si svolgono per la maggior parte sotto la supervisione del Stability support Apparatus o SSA gruppo armato di grande rilevanza sulla scena tripolina.

Il report, attraverso l’analisi dei fatti e il supporto di fonti locali, cerca di comprendere quali siano le ragioni politiche e securitarie che hanno portato ai raid dei giorni scorsi e tenta di delineare uno scenario d’azione che coinvolga i vari attori in campo.

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