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Le missioni di peacekeeping e peace enforcement guidate dalle Nazioni Unite, fanno parte di quelle materie non esplicitamente coperte nella stesura della Carta delle Nazioni Unite.

Nonostante questa mancanza, le operazioni di peacekeeping sono sempre state parte integrante dell’attività di mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, principale fondamento e motivo legittimante per le Nazioni Unite.

Sebbene i principi e le linee guida per il peacekeeping e il peace enforcement siano state successivamente sviluppate in stretta correlazione e attraverso missioni sul campo, opinioni degli Stati Membri e altri soggetti rilevanti, quali organizzazioni territoriali e private, manca ancora una ufficiale formulazione legale dell’argomento.

Fin dalla fondazione delle Nazioni Unite, sono state messe in campo operazioni di diversa natura e con obbiettivi differenti, “tra le quali i corpi di osservatori impiegati nella vigilanza di tregue e di armistizi, le operazioni per il mantenimento della pace (peacekeeping), le missioni di peace-building e di peace-making, per assistere paesi distrutti da tormentate guerre civili e ricostruire il tessuto connettivo della società civile e delle istituzioni politiche”.

Durante gli anni, le operazioni di pace si sono sviluppate in tre fasi principali. Un primo approccio durante la Guerra Fredda, in cui la classica concezione di peacekeeping è nata come una grande evoluzione delle prime operazioni militari internazionali.

Si è poi passati a una fase transizionale dello sviluppo, che ha portato alle operazioni di pace come le conosciamo oggi, in cui il Consiglio di Sicurezza ha cercato di rendere più attivo il ruolo delle Nazioni Unite e delle stesse operazioni per facilitare la risoluzione definitiva di persistenti conflitti regionali.

Con la fine della Guerra Fredda, il numero di operazioni di pace commissionate dalle Nazioni Unite ha subito un consistente aumento insieme a un cambiamento nella loro composizione, mettendo in atto operazioni sempre più robuste, volte anche alla smobilitazione e al disarmo di elementi e gruppi armati e alla protezione attiva della popolazione civile. 

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