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Il complesso dossier libico rimane anche per il 2020 il punto focale su cui concentrare gli sforzi della politica estera italiana.
Da esso dipendono tre aspetti fondamentali per la Sicurezza e gli Interessi Nazionali di Roma:
– politica energetica
– immigrazione
– terrorismo.

Per la politica energetica, la presenza del colosso petrolifero ENI, ha un ruolo cruciale che rischia di essere demolito dalla presenza sulla scena libica della Russia di Vladimir Putine e dalla russa Rosneft che già in passato aveva mostrato interesse per alcuni pozzi petroliferi italiani nella regione libica.

Sul fronte migratorio, la politica di buon vicinato con la Libia ci ha permesso di arginare il fenomeno migratorio e di dare respiro alla macchina dell’accoglienza italiana.

Così come per la politica energetica anche per quella migratoria, l’interessamento alla Libia da parte della Turchia rischia di essere un grave danno agli assetti nazionali considerato che Ankara, potrà persuadere il futuro leader libico a valutare positivamente la ricollocazione dei migranti sul suo territorio invece che su quello turco.

In ultima analisi la cooperazione italo-libica in materia di antiterrorismo potrebbe e dovrebbe incrementarsi con la stabilizzazione della regione, perdere il ruolo di interlocutore privilegiato rischia di lasciare il posto a Paesi come Egitto, Algeria e Tunisia i quali sono coinvolti nel tentativo per il momento vano di arginare il rientro dei combattenti di Daesh nei loro Paesi di origine.

Continuare ad avere un rapporto politico di alto livello con i rappresentanti delle istituzioni libiche riconosciuti dalla ComunitàInternazionale, significa, dunque, continuare ad avere un vantaggio strategico rispetto ad altri competitors ché hanno in Libia altrettanto importanti interessi.

Oltre alla Russia ed alla Turchia che conducono una proxy war importante in Libia per i loro interessi nazionali, bisogna guardare con grande attenzione alla comunità europea per capire come l’Italia debba ritenersi sotto attacco ibrido da parte della Francia sul fronte Libia.

Il primo compentitors le cui azioni politiche sono fortemente antagoniste rispetto alla nostra politica nazionale è dunque proprio la Francia.
Parigi, supporta politicamente il governo non riconosciuto di Tobruk a cui fa capo il generale Khalifa Haftar questo per le ragioni che andremo ad analizzare.

 

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