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Space Warfare: Stato Dell’arte Ed Ipotesi Di Sviluppo. 


Lo spettro di un’apertura delle attività spaziali al militare ha fatto la sua comparsa nell’attimo stesso della nascita del settore.

Il primo lancio dello Sputnik (Alpha 1) da parte dei sovietici ha generato un’ondata di panico per la presenza in orbita di una “Luna Rossa” non solo nella popolazione, e nel suo immaginari0, ma anche e soprattutto negli occhi degli altri attori internazionali.

Per questo, oltre che a comportare un’impennata dei fondi destinati alla ricerca in campo spaziale e al progressivo sviluppo di tecnologie abilitative anche negli Stati concorrenti, il panorama internazionale è corso immediatamente ai ripari.

Desiderosi di evitare l’estendersi delle presenti rivalità anche in questo nuovo settore”
Così parlava nel 1959 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, la quale ha tentato di mettere un freno alla proliferazione di armi e tecnologia militare offensiva in campo spaziale.

Questa stessa risoluzione ha creato il COPUOS, vale a dire il Comitato per l’Uso Pacifico dello Spazio Extra-atmosferico.

A questo comitato si affida, fra le altre cose di vigilare ed incoraggiare la cooperazione pacifica e lo scambio di informazioni relative all’uso pacifico dello spazio extra-atmosferico.

Successivamente, nel 1966, viene approvato dall’A.G. l’Outer Space Treaty, che impone alcune limitazioni all’utilizzo ed all’accesso allo spazio extra-atmosferico, come il divieto di reclamare “appropriazione nazionale a mezzo di dichiarazione di sovranità, utilizzo, occupazione o qualsiasi altra misura

Inoltre, in maniera molto più netta e specifica, l’articolo IV dell’OST, vieta la di messa in orbita e di installazione su altri corpi celesti di “qualsiasi oggetto trasportante armi nucleari o qualsiasi altro genere di armi di distruzione di massa“, implicando, quindi, che la Luna e tutti gli altri corpi celesti siano destinati esclusivamente ad usi pacifici.

Tuttavia, questi strumenti giuridici sono lungi dal rappresentare un inquadramento a tutto tondo delle attivitàspaziali.

Se, da un lato, il Trattato del 1966, prevede la non proliferazione di armi di distruzione di massa e l’uso dello spazio extra-atmosferico ai soli fini pacifici, dall’altro, questa categoria di utilizzo manca di una definizione.

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