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Il Pakistan ha assunto un ruolo chiave nella strategia di al-Qai’da (AQ) a partire dal 2001 e dall’operazione Enduring Freedom, quando, con la caduta del regime talebano, migliaia di Talebani afghani, militanti di AQ e svariati membri di organizzazioni islamiste centroasiatiche fuggirono verso il sud dell’Afghanistan e trovarono rifugio in Pakistan.

Se i vertici politici talebani cominciarono a riorganizzarsi nella Shura di Quetta, i militanti arabi di AQ e quelli centroasiatici appartenenti all’Islamic Movement of Uzbekisan (IMU) si installarono nelle aree tribali al confine tra i due Paesi, particolarmente nel Nord e Sud Waziristan e Bajaur, nella Valle di Wana (Sud Waziristan), nelle foreste di Shawal (che separano il Nord dal Sud Waziristan) e nei centri urbani di Mirali e Miranshah, dove risiede la Shura degli Haqqani, oggi guidata da Sirajuddin Haqqani.

In principio, AQ non aveva intenzione di muovere guerra allo Stato pakistano; tuttavia, quando questi si schierò apertamente con gli Stati Uniti, AQ decise progressivamente di localizzare il proprio jihad, adattando la propria retorica transnazionale alla realtà pakistana, così da potersi riorganizzare tra il 2002 e il 2007 e poter tornare in Afghanistan. Allo stesso tempo, lasciò le aree tribali pakistane, le quali erano servite da temporaneo rifugio, al controllo del nuovo alleato Tehreek-e-Taliban Pakistan (TTP), appena istituito da AQ, come testimonia la carta istitutiva del TTP.

Per il 2007, AQ aveva definito la propria campagna all’interno della regione dell’Afghanistan-Pakistan assieme ai suoi alleati, i gruppi anti-Stato pakistano, e apriva ufficialmente le proprie ostilità nei confronti del Pakistan, in particolare dal cruento episodio dell’assedio della Lal Masjid di Islamabad.

Da quel momento, il Pakistan divenne uno dei più importanti campi di battaglia per AQ e, allo stesso tempo, un luogo in cui poter muovere più o meno agilmente i propri operativi grazie alla complicità dei gruppi simpatizzanti o alleati; non solo il TTP, ma anche Sipah-e-Sahaba Pakistan(SSP), Lashkar-e-Jhangvi (LeJ), gli Harkat pakistani (Harkat-ul-Jihad-al-Islami, Harkat-ul-Islami-al-Alami, Harkat-ul-Mujahedeen/al-Ansar, HuJI, HuMA, HuM/HuA), Jaish-e-Muhammad (JeM), Lashkar-e-Tayyaba (LeT) e altri gruppi.

 

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