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La modernizzazione militare che ha investito la Repubblica Popolare Cinese a partire dagli anni Sessanta, in particolare a partire dall’adozione della politica delle ‘porte aperte’ (The Open Door Policy) nel 1978, insieme con la costante crescita economica che ha accompagnato il sopraccitato processo, ha permesso a Pechino di emergere come uno degli attori principali nel settore della sicurezza e della difesa, con una spesa militare seconda solo a Washington (732 miliardi di dollari).

Sebbene il programma di sviluppo economico ‘Quattro Modernizzazioni’ di Deng Xiaoping abbia permesso alla Repubblica Popolare Cinese di sviluppare gradualmente la propria potenza militare, si continuano a riscontare molte difficoltà nel risalire a cifre ufficiali che possano rappresentare in maniera accurata la spesa militare nazionale.

Tuttavia, secondo quanto rivelato dal Think Tank SIPRI, la Cina sarebbe il secondo produttore e uno dei maggiori esportatori di armi al mondo. La capacità di Pechino di produrre armi a livello nazionale, spesso grazie al processo di reverse engineering della tecnologia importata, avrebbe infatti permesso alla Cina di divenire uno dei fornitori di armi in più rapida crescita al mondo nel corso dello scorso decennio. Nello stesso arco di tempo, Pechino ha inoltre avuto molto successo nella produzione sia di velivoli a pilotaggio remoto (UAV) non armati per missioni ISR sia di droni d’assalto (UCAV), entrando in questo modo nelle fila dei principali esportatori mondiali di prodotti aerospaziali per la difesa.

In generale, questa analisi vuole investigare l’apparato industriale militare di Pechino e i trend delle esportazioni cinesi, prestando particolare attenzione ai droni di loro fabbricazione.

Attraverso uno studio comparato di fonti accademiche e articoli, il report cercherà di valutare se oggi Pechino è in grado di trasformarsi in una potenza egemonica nell’ambito della difesa, in primis nel settore degli UAV, superando il vantaggio tecnologico di cui ha goduto a lungo Washington.

All’inizio, l’indagine si concentrerà sull’analisi della spesa militare della Repubblica Popolare Cinese, tenendo conto della scarsa trasparenza nel bilancio della difesa cinese e soprattutto delle differenze che si riscontrano nelle spese militari incluse nei bilanci ufficiali tra i diversi Stati.

In seguito, l’accento sarà posto sulle esportazioni di armi di fabbricazione cinese, illustrando sia i principali destinatari delle unità militari di Pechino sia la natura delle armi esportate dalla Repubblica Popolare.

Infine, l’ultima sezione sarà dedicata, in primo luogo, all’analisi del volume delle esportazioni dei velivoli a pilotaggio remoto a livello globale, e successivamente, l’attenzione verrà sposterà sulle caratteristiche tecniche di alcuni dei più noti modelli UAV di fabbricazione cinese appartenenti alla serie CASC RAINBOW.

 

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