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Risparmio su polizze assicurative: il fattore contrattuale che può ridurre subito il premio annuale

📅 23 Agosto 2026✍️ di Maurizio Alfieri⏱️ 6 min di lettura

Chi sta rinnovando una polizza e vede il premio salire ha una leva contrattuale spesso sottovalutata per riportarlo giù subito: la franchigia. È una scelta tecnica, non una magia commerciale, ma se calibrata sul proprio profilo di rischio può tagliare il costo annuale senza impoverire davvero la protezione. Serve metodo: capire come funziona, dove conviene usarla e quando invece è meglio evitarla.

Qual è il fattore contrattuale che fa scendere subito il premio?

Il fattore è la franchigia, cioè la parte di danno che resta a carico dell’assicurato. Aumentando la franchigia, la compagnia si espone a meno sinistri “piccoli” e riconosce uno sconto immediato sul premio. La modifica si applica di norma al rinnovo, ma alcune polizze consentono un’appendice in corso d’anno.

In pratica la franchigia sposta una fetta di rischio dal bilancio della compagnia al vostro portafoglio. È una trattativa pulita: meno esborso probabile per l’assicuratore, premio più basso per voi. Verificate sempre le condizioni di polizza e, in caso di dubbi, consultate i richiami del Codice delle assicurazioni private e i vademecum dell’IVASS.

Come funziona la franchigia e di quanto può ridurre il costo?

La franchigia è una soglia: fino a un importo prefissato pagate voi, oltre paga la compagnia. Alzandola, il premio può calare in media tra il 10 e il 35% a parità di garanzie, con variazioni per ramo e profilo di rischio. I risparmi sono più visibili dove i sinistri piccoli sono frequenti.

Esempio RC Auto: da franchigia zero a 250 euro, su una polizza da 550 euro l’anno si possono vedere sconti a 430–470 euro, a seconda della zona e dell’attestato di rischio. Casa danni da acqua: franchigia da 150 a 300 euro, sconti tipici 12–20%. Infortuni: con una franchigia del 3% sull’invalidità permanente, il premio può scendere del 10–15%. Sono ordini di grandezza realistici, soggetti a verifica con preventivi reali.

Meglio franchigia assoluta o relativa (e che differenza c’è)?

La franchigia assoluta è una cifra fissa sempre a vostro carico; la relativa scatta solo sotto una certa soglia e, se il danno la supera, di solito viene indennizzato per intero. La scelta dipende dal tipo di evento atteso: frequenti danni piccoli favoriscono la relativa; eventi rari ma costosi possono tollerare l’assoluta.

Con la franchigia assoluta di 250 euro, un danno di 220 euro resta interamente a vostro carico; uno da 800 euro vi lascia scoperti 250 e coperti 550. Con la relativa a 300 euro, un danno di 280 non è indennizzato, mentre uno da 800 potrebbe essere coperto integralmente. Attenzione ai dettagli: alcune polizze usano “scoperto con minimo”, cioè una percentuale del danno con un minimo fisso. È diverso dalla franchigia pura e può incidere molto sul rimborso.

Quali rischi corro aumentando la franchigia?

Il rischio principale è di pagare di tasca vostra più volte piccoli sinistri, erodendo il risparmio sul premio. Se la vostra storia sinistri è vivace, una franchigia alta può trasformarsi in una tassa occulta. Se invece fate pochi sinistri e tipicamente modesti, il trade-off è spesso favorevole.

Fate un check numerico: sommate i sinistri “probabili” sotto la nuova franchigia in un orizzonte 2–3 anni e confrontateli con il risparmio cumulato sul premio. Se la franchigia è troppo alta, potreste anche ritardare riparazioni non urgenti, con rischi di danni maggiori in futuro. E ricordate che nelle RC obbligatorie (come la Responsabilità civile auto) la compagnia paga il terzo e poi può rivalersi su di voi fino all’importo della franchigia: dovete avere liquidità pronta.

In quali polizze conviene alzare la franchigia e in quali no?

Sulle garanzie accessorie auto (kasko, eventi naturali, cristalli) una franchigia calibrata raccoglie sconti interessanti perché le rotture minori sono frequenti. Sulla casa (acqua, fenomeni elettrici, eventi atmosferici) è un classico: franchigie medio-basse riducono nettamente il premio senza smontare la protezione su danni seri.

Nelle polizze infortuni/salute, la franchigia in giorni o importi (ad esempio per diaria o spese ambulatoriali) va maneggiata con cura: bene per tagliare la piccola spesa ripetuta, meno bene se rinunciare a prestazioni immediate vi mette in difficoltà. Sull’RC professionale, una franchigia troppo alta può creare tensione di cassa al momento del sinistro e non conviene a chi ha contenziosi frequenti di basso importo.

Si può applicare la franchigia anche alla RC Auto obbligatoria?

Sì, è possibile e previsto dalla normativa: la compagnia liquida il danneggiato e vi chiede poi il rimborso della franchigia. Lo sconto c’è, ma non sempre è il migliore rapporto prezzo/beneficio per tutti i profili. Valutatelo solo se avete guida prudente e riserva di liquidità.

La RC Auto con franchigia è tecnicamente legittima secondo il Codice delle assicurazioni private. Tuttavia, per molti assicurati il vantaggio è minore rispetto a lavorare sulle garanzie accessorie o su opzioni di guida (unico conducente, limitazioni chilometriche), perché un sinistro con terzi coinvolti può azzerare in un colpo il risparmio di anni.

Come negoziare la franchigia senza farsi male? Ecco il metodo in tre passi

Primo: misurate il vostro profilo di rischio, guardando gli ultimi 3–5 anni di sinistri per tipologia e importo. Secondo: calcolate il punto di pareggio, stimando quanti sinistri sotto la nuova franchigia servirebbero per annullare lo sconto. Terzo: chiedete almeno tre preventivi omogenei per confrontare la struttura delle clausole, non solo il prezzo.

Checklist rapida:

  • Richiedete sia opzione a franchigia assoluta sia “scoperto con minimo”, per vedere quale conviene con i vostri importi medi di danno.
  • Verificate massimali e esclusioni: uno sconto da franchigia non deve mascherare tagli di copertura.
  • Preferite pagamento annuale unico: spesso aggiunge un ulteriore 2–5% di sconto rispetto al frazionamento.
  • Controllate le spese di gestione sinistro: alcune compagnie applicano costi fissi anche sotto franchigia.

Quali clausole collegano la franchigia ad altri sconti?

Le combinazioni più comuni sono con lo “scoperto” percentuale (ad esempio 10% con minimo 250 euro) e con dispositivi antifurto o satellitari nelle polizze auto, che riducono sia premio sia franchigie minime. In alcune polizze casa, l’aumento della franchigia su danni frequenti (acqua, bruciatura apparecchi) sblocca pacchetti sconto su altre garanzie.

Occhio alla “franchigia per evento” rispetto a “per sinistro”: con eventi atmosferici a catena, il conteggio può cambiare parecchio. E verificate il perimetro di esclusioni: accettare una franchigia maggiore non deve aprire varchi a rivalse o scoperture inattese. Se l’offerta è poco chiara, richiamate le guide dell’IVASS e chiedete che gli effetti siano messi per iscritto in appendice.

Quanto è “giusta” la franchigia? La regola del 1% e due esempi numerici

Una soglia pratica: fissare la franchigia tra lo 0,5% e l’1% del valore assicurato per beni materiali e tra il 50% e il 100% del vostro “sinistro medio” storico per rami a frequenza. È una regola empirica, ma aiuta a non eccedere.

Esempio casa: valore contenuto 60.000 euro, franchigia 300–600 euro; premio che scende da 220 a 185–195 euro. Esempio kasko: sinistro medio 800 euro, franchigia target 400–800 euro; premio da 780 che può scendere a 620–690, con break-even a uno o due sinistri piccoli l’anno.

Domande rapide

  • Posso cambiare franchigia a metà anno? — Spesso sì con appendice, ma lo sconto decorre dalla data di variazione.
  • La franchigia vale anche per assistenza e traino? — Di norma no: servizi h24 hanno regole a parte.
  • Franchigia e massimale sono collegati? — Sono parametri diversi: alzare l’uno non cambia l’altro.
  • Posso assicurare la franchigia a parte? — In ambito aziende sì, con polizze “buy-back”; per privati è raro.
  • Franchigia o scatola nera? — Si possono cumulare: franchigia per piccoli danni, telematica per rischio furto/guida.

Maurizio Alfieri

Maurizio ha gestito per oltre vent’anni le pratiche finanziarie di una media azienda nel Bolognese e ha vissuto in prima persona le trasformazioni normative nel settore dei mutui e del credito al consumo. Ora condivide consigli pratici su come proteggersi dagli imprevisti finanziari.