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Si può regalare denaro a un amico tramite bonifico? Modalità accettata che scongiura attenzione del fisco

📅 27 Agosto 2026✍️ di Daniele Caraceni⏱️ 5 min di lettura

Mi è capitato di recente di ricevere una domanda che rispecchia un dubbio diffuso: posso prestare denaro a un amico tramite bonifico senza finire nel mirino dell’Agenzia delle Entrate? La risposta è sì, ma a una condizione fondamentale: la documentazione. Ho visto troppe persone fare trasferimenti di denaro amichevoli senza lasciare traccia scritta, esponendosi a rischi che avrebbero potuto evitare facilmente.

La confusione nasce perché molti pensano che il fisco veda ogni movimento bancario come reddito da tassare. Non è così. Tra privati, il trasferimento di denaro non è automaticamente imponibile. Quello che il fisco controlla è il perché del movimento. Se manca una giustificazione chiara e documentata, ogni versamento diventa sospetto. Ho passato anni a gestire questa materia nelle piccole aziende dove lavoravo, e la regola è sempre stata la stessa: documento tutto, anche quando non serve, per stare tranquillo.

Il bonifico come strumento legale per le donazioni tra amici

Un bonifico bancario è lo strumento più trasparente che esista. Lascia traccia, è tracciabile e viene registrato dalle banche. Proprio per questo motivo, usarlo per regalare o prestare denaro a un amico è la scelta più intelligente dal punto di vista fiscale.

La chiave è scrivere correttamente la causale del bonifico. Non è un dettaglio formale. La causale è la prima cosa che un eventuale controllo dell’Agenzia delle Entrate leggerà. Se scrivo “donazione” o “mutuo gratuito tra amici” sto già comunicando al fisco quale sia la natura della transazione. Questo mi protegge.

Nel mio studio, ho visto il caso di Marco, un mio collega che aveva trasferito 5.000 euro a un amico per aiutarlo a pagare le spese di una ristrutturazione. Aveva scritto in causale “aiuto amichevole”. Tre anni dopo arriva una richiesta di chiarimenti dall’Agenzia. Il problema non era il denaro trasferito, ma quella causale vaga. Se avesse scritto “donazione per ristrutturazione abitazione” o ancora meglio “mutuo gratuito restituzione entro…” il procedimento non sarebbe nemmeno iniziato.

Donazione o prestito? La differenza che conta

Qui emerge il punto più delicato. Se do denaro a un amico senza aspettarmi indietro nulla, è una donazione. Se stipulo un accordo di restituzione, è un prestito. Dal punto di vista fiscale, hanno regimi completamente diversi.

La donazione di denaro tra privati, secondo la normativa italiana, non genera imposte se rimane tra familiari entro certi limiti di parentela. Tra amici, la situazione è più sfumata. Tecnicamente non è tassata, ma deve essere dichiarata se supera determinati importi e per certi rapporti di parentela entra in gioco l’Imposta di donazione.

Il prestito tra amici, invece, può essere totalmente esente da tassazione se documentato correttamente. Qui serve però una cosa fondamentale: una scrittura privata che attesti i termini del prestito. Non deve essere complicata. Una lettera firmata da entrambi dove scrivo l’importo, i tempi di restituzione e le modalità è più che sufficiente. Ho visto persone che si sono salvate da problemi fiscali proprio grazie a questa semplice carta.

Come stare tranquilli con il fisco: la checklist pratica

Nel mio lavoro ho sviluppato una procedura che metto in pratica ogni volta che affrontiamo trasferimenti di denaro tra privati:

Primo: usa sempre il bonifico bancario, mai contanti. Il bonifico è autoesplicativo, il contante no. Secondo le norme sulla tracciabilità, ogni movimento bancario è registrato e consultabile. Questo è tuo alleato, non tuo nemico.

Secondo: scrivi una causale precisa e completa. Non “prestito”, ma “prestito a restituzione per…” e indica la data o il periodo previsto. Non “donazione”, ma “donazione per aiuto temporaneo emergenza” o simile.

Terzo: se supera i 10.000 euro, redigi una lettera scritta tra le parti che specifichi: importo esatto, modalità e tempi di restituzione (se prestito), firme di entrambi, data. Questo documento è la tua ancora di salvezza in caso di controllo.

Quarto: conserva tutto. Bonifici, ricevute, lettere, tutto. Ho un lettore che mi ha raccontato di aver passato sei mesi a cercare la ricevuta di un versamento di 8.000 euro. La aveva trovata, ma aveva rischiato davvero. Adesso usa cartelle digitali organizzate per anno.

La Tracciabilità dei movimenti bancari è diventata il fondamento della lotta all’evasione fiscale, ma per chi è in regola, è una protezione. Non qualcosa da temere.

Gli errori che vedo commettere più spesso

Il primo errore è pensare che fare un favore finanziario a un amico sia un’attività illegale. Non lo è. La legge riconosce pienamente la possibilità di prestare o donare denaro a privati.

Il secondo errore è usare bonifici multipli di piccoli importi per evitare le soglie di controllo. Questo comportamento, che si chiama “structuring”, è invece illegale e notificabile alle autorità. Ho visto persone incavarsi proprio così: una decina di bonifici da 9.000 euro in pochi giorni al medesimo beneficiario. Non serve a nulla e attira attenzione.

Il terzo errore è dimenticare che il contesto conta. Se una persona riceve regolarmente denaro da un amico senza nessun motivo evidente e non lo dichiara nel 730, questo può attrarre sospetti. Una donazione occasionale da un amico è normale. Una pioggia costante di versamenti non documentati è sospetta.

Il quarto errore, che ho visto troppo spesso, è non leggere la comunicazione dell’Agenzia quando arriva. Una richiesta di chiarimenti non è una accusa. È una domanda. Rispondere con prontezza e con la documentazione già pronta fa la differenza tra una pratica chiusa in tre mesi e una che si trascina per anni.

In trent’anni di lavoro nel settore, ho imparato che il fisco italiano non punisce chi rispetta le regole e le documenta correttamente. Punisce chi le ignora o le aggira. Un bonifico trasparente, con causale chiara e, se necessario, una lettera scritta: questi tre elementi trasformano un’operazione che potrebbe sembrare ambigua in qualcosa di totalmente legittimo e tracciabile.

Chi mi conosce sa che dico sempre la stessa cosa: la burocrazia non è il nemico, la ignoranza della burocrazia sì. Regalare denaro a un amico è lecito. Farlo nel modo giusto ti permette di dormire sonni tranquilli.

Daniele Caraceni

Daniele ha lavorato in diverse piccole aziende e ha vissuto da vicino le difficoltà burocratiche legate a dichiarazioni dei redditi e IVA. Scrive consigli pratici per chi si trova spaesato tra documenti, scadenze e cambi normativi.